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Archive for the ‘hosting’ Category

Una guida per impostare i name servers su un altro registrar

Saturday, June 11th, 2011

Se hai un dominio registrato con un altro registrar di domini e non desideri (o non puoi) trasferire il dominio da noi, puoi in alternativa semplicemente impostare il dominio in modo che utilizzi i nostri “name servers”, in questo modo avrai il pieno controllo sui records DNS utilizzando il nostro pannello di controllo dell’hosting.

Purtroppo questa non è sempre la cosa più semplice da fare e vediamo diversi errori molto comuni che si commettono nell’impostare i name servers.

L’errore più frequente consiste nel NON capire quale DNS modificare. Gli NS da modificare sono del DNS del dominio madre o dominio di primo livello (o root DNS).

Quando andiamo a modificare i NS di un DNS dobbiamo capiere la gerarchia dei domini. I DNS implementano uno spazio gerarchico dei nomi, per permettere che parti di uno spazio dei nomi, conosciute come “zone”, possano essere delegate da un name server ad un altro name server che si trova più in basso nella gerarchia. La gestione di una zona è delegata dalla zona superiore tramite dei record di tipo NS. Ad esempio, nella zona .com ci sarà una delega per la zona servWise.com ai server DNS che la gestiscono.

* Abbiamo gli NS records del DNS del root domain o dominio madre o dominio di primo livello (TLD o ccTLD) ovvero le estensioni .com, .it, .eu
* e i NS records dei DNS del “ServWise.com” oppure “ServWise.it” o dominio di secondo livello
* Ogni ulteriore elemento specifica un’ulteriore suddivisione. Quando un dominio di secondo livello viene registrato all’assegnatario, questo è autorizzato a usare i nomi di dominio relativi ai successivi livelli come it.ServWise.org (dominio di terzo livello) e altri come qualche.altra.cosa.servWise.com (dominio di quinto livello) e così via.

L’impostazione dei records NS (Name Servers) del tuo dominio è in pratica fatta nel DNS del dominio madre o dominio di primo livello (o TLD, Top Level Domain) . Di norma sarà un TLD (Top Level Domain) come .com oppure ccTLD (Country Code Top Level Domain) come .it oppure .uk.

Mentre per quanto riguarda i sottodomini di un mio dominio, il dominio madre è il dominio di secondo livello ServWise.com e per impostare i NS di un sottodominio ad esempio “hosting.ServWise.com” devo modificare i NS all’interno dei DNS records di “ServWise.com”.

Quindi per esempio le impostazioni NS per ServWise.com è in pratica impostata nei records DNS di .com (.com è il dominio di primo livello).

Ricapitolando uno degli errori più comuni è quello dove gli utenti impostano i record “NS” nei records DNS dei loro domini (o domini di secondo livello ad esempio MioDominio.com), invece che nel dominio madre o dominio di primo livello ad esempio .com o .it.

In questo modo non fanno altro che rompere il DNS, in quando questi records devono corrispondere ai NS records del DNS del dominio madre, che poi tra l’altro, questa operazione è inutile visto che lo scopo era quello di cambiare i Server DNS utilizzati dal dominio.

Nella maggior parte di siti web dei registars di domini la pagina per impostare i records dei name servers, NS, di un dominio sarà separata dalla pagina per impostare i records DNS del proprio dominio. Qualche volta lo devi perfino chiedere tramite ticket di supporto al tuo registar.

La sola circostanza in cui i records NS sono aggiunti o modificati nel tuo DNS è quando si assegna ad un altro DNS l’ autorità di DNS per un sottodominio, negli altri casi non si tocca.

Un buon strumento che utilizziamo continuamente per controllare se la struttura del DNS è valida e funziona è http://www.intodns.com,
Fornisce informazioni preziose sulle impostazioni del DNS e se qualsiasi cosa ti viene evidenziata in rosso, sai di avere un problema!

Felice hosting!

Hosting ed Effetti nel Posizionamento nei Motori di Ricerca

Monday, November 16th, 2009

Scegliere un buon fornitore di hosting per il tuo sito è una decisione importante che ha effetti anche sul posizionamento nei motori di ricerca.

L’ubicazione
Se il tuo mercato di riferimento è internazionale e il tuo sito web è in lingua Inglese e scegli un dominio con estensione .com, la semplice scelta dell’ ubicazione del server è importante. Essendo l’Inglese parlato in America, Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelandia ecc… è difficile per i motori di ricerca stabilire dov’è il centro dei tuoi affari e quindi apparirai in posizioni più alte nei risultati dei motori di ricerca a seconda di dove è ospitato il tuo sito. Non avendo la lingua come fattore discriminante, i motori di ricerca danno per assunto che il tuo mercato di riferimento è dove ospiti il sito web. Quindi ad esempio se il tuo mercato di riferimento è l’Inghilterra non è ideale ospitare il tuo sito in USA e viceversa.  Se invece il tuo sito è in Italiano e si rivolge agli Italiani non fa differenza se il sito viene ospitato in USA o UK, se non per la velocità che è sicuramente maggiore se l’hosting è ubicato in Europa. In particolare Londra è il gateway internazionale per la connettività internet fra USA ed Europa e ospitare il tuo sito web qui ti darà un vantaggio nella connettività mondiale.

L’uptime
Un altro grosso problema è il downtime se il tuo fornitore di hosting non riesce a tenere il server su 24/7, non solo gli utenti non possono trovare il tuo sito, ma neanche i crawlers dei motori di ricerca come GoogleBot non possono leggere le tue pagine web. Se un server rimane ripetutamente giù per lunghi periodi e gli spider di Google, non trovandolo per diverse volte consecutive, lo potrebbero cancellare da Google.
I Bots danno per assunto che il sito è stato spostato o eliminato e lo elimineranno dai risultati dei motori di ricerca.
Forse questo può accadere soprattutto con quegli hosting gratuiti o di overselling. Per questo è importante che il server garantisca 99,9% di uptime.

A seconda della localizzazione geografica del server si hanno migliori uptime, infatti i server Americani hanno notoriamente un miglior uptime rispetto a quelli Italiani. Mentre i server Italiani o Europei sono più veloci (se visioniamo il sito in Italia), ma si trovano server americani molto veloci anche in Italia,  l’importante quando si sceglie un server straniero è controllare la velocità in Italia, perché ce ne sono di più o meno veloci a seconda che siano connessi o meno alle principali spine dorsali di internet.

User-Agent
Un altro caso estremo è quando il tuo sito blocca User-Agent in modo che crawlers e robots non possono avere accesso per indicizzare il tuo sito, capita che alcuni fornitori di hosting inseriscando questo tipo di blocchi.

Ip dedicato
Invece smentisco l’influenza dell ‘ IP dedicato nel posizionamento di un sito nei motori di ricerca. Se si acquista un hosting condiviso molti domini in contemporanea vengono condivisi dallo stesso IP. Si diceva che se un ip condiviso viene bannato dai motori di ricerca, come per esempio Google, anche il tuo sito che condivide lo stesso ip, potrebbe essere bannato. Invece è dimostrato che Google non banna ip e quindi non è vero, perchè Google banna i domini e non gli ip.

URL_rewrite
La componente ISAPI Rewrite (per Windows) e Mod rewrite (per Linux), sono particolarmente utili per il SEO, perchè permettono attraverso delle semplici espressioni regolari di riscrivere gli indirizzi delle pagine Web come se fossero URL statiche, quindi inserendo parole chiave che identificano il contenuto della pagina, per ottimizzarla sia per i motori di ricerca che per l’occhio umano. Con tutti i nostri piani di hosting sono disponibili gli URL_rewrite.

Per vedere le nostre offerte di hosting visita il seguente link: www.ServWise.com

Spazio Hosting e nome di dominio acquistati da due diversi fornitori

Monday, June 8th, 2009

Capita spesso la domanda  su come collegare un nome di dominio  con un sito web che risiede in uno spazio  di hosting acquistato da un altro fornitore.

La risposta e’ molto semplice, per utilizzare un dominio che hai acquistato con un provider di hosting con un altro operatore che ti fornisce lo spazio  è sufficiente inserire  i name servers del fornitore dello spazio nel pannello di controllo del fornitore del dominio. In questo modo il fornitore di spazio diventa Authoritative name server, quindi potrá  configurare  il DNS  per tuo conto (records A, MX, NS ecc…) .

Non vi dovete preoccupare del record A, perchè sará il fornitore dello spazio a configurarlo per voi e non è neanche vero che gli indirizzi ip debbano essere univici, possono essere anche condivisi. L’indirizzi ip è il modo in cui internet dirige il suo traffico e uno o più indirizzi ip possono essere assegnati ad un singolo server o connessione internet o router.
Ancora molti credono che si possa avere un ip dedicato “e quindi univoco” solo con un vps  o server dedicato, invecel’ ip dedicato può essere acquistato anche come supplemento  da chi ha un hosting condiviso a soli circa €3 al mese.

L’ip dedicato serve solo se si ha bisogno un certificato SSL oppure per motivi tecnici del tipo che non si vogliono configurare le host headers ecc…, ma non per indirizzare dei siti ad un determinato dominio.
Quindi per concludere basta assegnare i name servers del fornitore dello spazio di hosting al dominio.

Attenzione alla differenza fra GB e Gb o MB e Mb nelle offerte di hosting

Monday, January 5th, 2009

Quando si confrontano le diverse offerte di hosting due elementi di fondamentale importanza sono lo spazio su disco e la larghezza di banda che possono venire espressi in in gigabyte (GB) o in megabyte (MB).

AVVERTENZA: alcuni fornitori di hosting potrebbero di proposito indicare gli importi in Gigabit (Gb con la b minuscola) per confondere gli utenti che non notano la differenza e far sembrare che offrano molto piu’ di quanto effettivamente offrono.

Bisogna far atenzione se la b e’ maiuscola o minuscola, la B maiuscola significa infatti Byte mentre la b minuscola signifa bits. I bits sono una sottomisura dei Byte ci vogliono 8 bits per fare un 1 Byte.

b = bit B = Byte  1 Byte = 8 bits

Le abbreviazioni sono:
Kb = Kilobit
KB = KiloByte

Mb = Megabit
MB = MegaByte

Gb = Gigabit
GB = GigaByte

Questo significa che se prendiamo come esempio un piano di hosting che offre 2  GB di spazio su disco equivale a 16 Gb di spazio su disco.

I valori di larghezza di banda e spazio devono essere rappresentati in gigabyte (GB) o in megabyte (MB), se un valore e’ rappresentato con una b minuscola(Bit), si dovrebbe sempre dividere il numero per 8 per ottenere il numero di Byte e confrontare il piano con quelli degli altri fornitori di hosting.

Per vedere le nostre offerte di hosting visita questo link.